14 Novembre 2019
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A tu per tu con… il nostro mister: Vito D'Ambrosio

07-11-2019 10:29 - Stagione 2019/2020
Circa un anno fa subentrasti a Miky Grassi come allenatore. Da allora cosa è cambiato?
Sicuramente sono cresciuto, era ed è la mia prima esperienza, in quanto avevo allenato solo l’Under e la
femminile, quindi la Futsal Canosa mi ha arricchito. Tra la stagione scorsa e questa non ci sono paragoni,
questa squadra è in un certo senso frutto del mio volere, con persone che ho richiesto io, quella era una
squadra che mi sono ritrovato, che aveva sì alcuni elementi che avrei voluto tutt'oggi, persone a cui sono
legato e che avrebbero potuto fare bene. Sono due storie diverse.

Quali cambiamenti riscontri tra la squadra dell'anno scorso e quella di quest'anno?
Sono due squadre totalmente diverse, quella dell’anno scorso era ridotta ai minimi termini, da Dicembre in
poi abbiamo fatto tante partite con gli uomini contati. Ciò ha dato tanta esperienza in più ai giovani, come
Patruno, di cui sto usufruendo come fossero dei “grandi". Questa invece è una squadra di grandissimi
lavoratori, persone umili, che ogni giorno sudano la maglia.
Proprio riguardo questo, i giocatori sembrano tutti coinvolti nel progetto, segnale che anche tu ti fidi
ciecamente di tutti i tuoi uomini.

Quanto ritieni importante avere una squadra “lunga"?
Avere un gruppo numeroso è fondamentale, ed è importante avere uomini con differenti qualità. Ciò
permette di allenarti con grande intensità di settimana, di inserire durante la partita il giocatore con le
peculiarità più utili in quel momento. Sono fortunato e che siano tutti coinvolti credo sia la cosa che ad un
allenatore fa più piacere.
Come ti rapporti tu con i tuoi giocatori?

Forse anche per l'età che ho, mi piace approcciarmi in maniera tranquilla, più soft; anche se il mio essere
“amico” a volte li spaventa un po' quando vedono la bestia che c’è in me. Sanno che con me possono
scherzare, ma anche che quando si lavora non c'è altro da fare.

Quanto ti è di supporto nello spogliatoio la figura del capitano Jose David, anche nel rapporto con gli
stranieri?
È importantissimo che un giocatore nuovo, anche gli stranieri che generalmente sono di passaggio, si integri
bene nella società e nel paese stesso, perché diventa un punto di forza. Io ritengo di avere 12 capitani nello
spogliatoio, come detto prima ho tanti uomini umili e volenterosi.

Chi in questo inizio ti ha sorpreso e chi credi possa fare ancora meglio?
In realtà non c'è nessuno che mi abbia sorpreso. Anche Ferrante dopo aver fatto 3 gol poteva essere una
sorpresa per qualcuno ma non per me, perché li ha nelle corde. Mi aspetto la crescita importate dei
giovani, come Zippone o Ricco, di Frontino, ma anche tutti gli altri possono dare ancora di più.
La squadra dà l’impressione di essere matura, di saper reagire alle difficoltà.
Di non abbattersi è una cosa che ripeto sempre, non esiste “non ce la faccio", né “ho perso" finché non
suona la sirena. Anche in allenamento sono abituati a sudare fino all'ultimo secondo e questa mentalità la
riportano poi in campo.

Come è cambiato in quest’anno Vito D'Ambrosio?
È cambiato tanto, innanzi tutto si è sposato, ha una moglie che lo completa, ha trovato l’esperienza nel
Futsal maschile che cercava, e averla trovata in una società fatta di veri uomini mi ha fatto crescere
professionalmente perché posso stare tranquillo, avendo al mio fianco persone corrette. Tutto questo mi
ha reso una persona più completa.


Fonte: Ufficio Stampa-Emanuele Palumbo

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